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Evidenza Homepage - 8 Aprile 2020

Il Presidente: “Lo Stato aiuti lo sport di base, serviranno sinergie”

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OFFAGNA – Lunedì 6 aprile si è celebrata la Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace, indetta nel 2013 dall’Assemblea Generale dell’ONU proprio nel giorno in cui, nel 1896 ad Atene, grazie al contributo di Pierre de Coubertin, nascevano i primi Giochi Olimpici dell’era moderna.
Quest’anno la ricorrenza cade nel pieno della pandemia che ha sospeso anche tutte le attività sportive della Giovane Offagna San Biagio Anconitana.
Abbiamo intervistato il nostro presidente Alessandro Andreoli (nelle foto accanto) per chiedergli, che senso ha questa giornata in questo particolare momento storico?
“Ci ricorda, ora più che mai, il valore fondamentale dello sport che non solo è strumento di pace e legame tra i popoli come ci ricorda questa giornata ma soprattutto ora riscopre la sua valenza sociale e relazionale. La nostra società è nata con una precisa vocazione aggregativa. Il nostro primo obiettivo è quello di costruire un ambiente per i ragazzi che sia accogliente, inclusivo e formativo: dal punto di vista umano e sportivo. Il vuoto di queste settimane ci rende tutti più poveri. In particolare per i ragazzi avere un luogo protetto, dei tempi dedicati all’attività fisica, alla relazione, alla crescita attraverso dinamiche monitorate ha un grande valore: quello che in questo momento ci impoverisce si più”.

Come state vivendo questo tempo?
“Stiamo cercando di sfruttare quello che le tecnologie ci permettono. Abbiamo invitato i nostri tecnici a continuare a stare vicini ai loro gruppi mandando periodicamente dei video con attività da fare in casa”

Avete anche realizzato dei video.
“Sì, abbiamo cercato di coinvolgere alcuni dei gruppi nella realizzazione di video che potessero farli sentire vicini. Stiamo cercando in tutti i modi di coltivare questa relazione, di fare il possibile per vivere al meglio questo tempo di vuoto, poi speriamo che tutto questo passi presto così da tornare alla normalità, perché il miglior luogo dove allenarsi e ritrovare tutto questo è e resta solo il campo!”.

Anche Papa Francesco ha ricordato il valore della giornata dello sport…
“Sì, infatti nel corso dell’Angelus di domenica ha sottolineato l’importanza dello sport soprattutto nella situazione di emergenza che il mondo sta vivendo. In questo periodo – ha detto – tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare il meglio di sé. È proprio così e per questo speriamo di poter tornare presto a dare il meglio in questo senso”.

Che segno lascerà questa esperienza?
“Mi vendono in mente due cose una bella e una brutta”.

Partiamo da quella bella..
“E’ che forse, anche se non torneremo mai come prima, questa esperienza ci insegnerà qualcosa che ci aiuterà a crescere. Ci farà capire l’importanza di tutte quelle cose che sembravano scontate nella nostra vita ma che in realtà non lo sono… La scuola, gli amici, la libertà e.. il calcio”.

E la cosa brutta?
“E’ la preoccupazione del dopo. Sicuramente questa pandemia lascerà una cicatrice ma temo soprattutto che metterà a dura prova la sopravvivenza di molte piccole realtà sportive. Le sponsorizzazioni prevedibilmente si ridurranno ulteriormente data la crisi, le entrate dalle quote potrebbero contrarsi, pertanto è fondamentale l’aiuto dello Stato. Speriamo che intervenga a sostegno del settore di base come promesso anche perché ci sono ricerche accreditate che dimostrano come ogni euro speso nel settore dello sport di base fa economizzare allo Stato risorse multiple con un notevole risparmio futuro. Diventa strategico anche fare rete, creare sinergia, aggregare valore. Le strade e le possibilità sono tante e noi ci stiamo già pensando ma serve comunque, e presto, un intervento statale”.

Il presidente in un selfie domenica al campo di Offagna con alcuni tesserati festanti

Oltretutto la Giovane Offagna San Biagio ha l’onere di gestire un impianto importante come il Vianello, che non può essere lasciato a se stesso neanche in questo periodo di inattività”.
“Si, ci sono tante piccole società come noi che gestiscono in autonomia impianti sportivi pubblici. In questo momento uno dei problemi maggiori è rappresentato proprio dal pagamento delle utenze che, seppure gli impianti sono fermi, continuano ad arrivare a causa dei costi fissi spesso molto incidenti. Anche in questo caso senza un aiuto pubblico penso che saremo in tanti a fare fatica”.

E’ un appello alle Istituzioni, Presidente?
“Ci vuole coesione e programmazione ma si, non possono lasciarci soli perché ne va della sopravvivenza non solo di chi promuove lo sport ma di chi svolge un vero e importante servizio sociale”.

Concludiamo con un augurio in vista delle prossime festività pasquali.
“Che sia una Pasqua di Resurrezione per tutti noi e che segni l’inizio di una nuova a rinascita e la fine di questo buio”.

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